Molti sono gli incontri a caccia chiusa: convegni, riunioni, conviviali. Si discute e si partecipa, con passione. La nostra penisola è diversa, ha storie umane e sociali spesso contrastanti, ma il sentire per la beccaccia è unico. Specie in questo momento turbolento, complice il ricordo di una stagione di caccia mediocre e una quotidiana, pessima politica venatoria. Crediamo molto nella crescita culturale del mondo venatorio, sappiamo che in nome della Beccaccia si può cambiare la Caccia. Ma ci vuole tempo e pazienza. La strada è quella giusta. A che titolo ci impossessiamo della Fauna selvatica, oggi 2010, e domani? La Beccaccia ha risposte che il mondo aspetta; sta a noi beccacciai, ognuno con il proprio linguaggio, ma tutti con la stessa onestĂ e passione, far conoscere al mondo il “patrimonio” beccaccia. In questo senso siamo un movimento d’opinione. Ci hanno consultato come associazione di riferimento per proporre soluzioni pro-beccaccia nella revisione della Legge Regionale Toscana sulla Caccia. La nostra proposta di sospensione della patente per chi effettua la Posta è stata avvallata da tutto il mondo ambientalista rappresentato in Regione; mentre all’interno del mondo venatorio organizzato solo Arcicaccia ha condiviso la nostra impostazione. Le altre associazioni hanno rifiutato di proporre l’emendamento in Commissione…Fate le vostre riflessioni. Molti di voi ci scrivono in maniera accorata per proporre soluzioni, per intervenire, per fare qualcosa conto la Posta illegale e la Caccia all’Estero. Noi ce la mettiamo tutta, siamo nati per questo lo sapete, per costruire una strategia di gestione e tutela che parta dai diversi territori italiani in nome di una unicitĂ di gestione: italiana ed europea. Siamo contrari alla caccia all’estero per una questione etica innanzitutto: la beccaccia è quella del tuo bosco di cui sei custode e ricercatore. Per una questione scientifica: i repentini cambiamenti climatici sparpagliano le beccacce in Europa e nel Mediterraneo. I ceppi si incrociano, si mescolano: non ha senso cacciarle da agosto in Russia, è una follia. Aboliamo i safari venatori all’estero. Una beccaccia è stata inanellata in Italia e poi uccisa in Crimea. Come la mettiamo? Le beccacce in Scozia riempiono il mercato nero di Francia. La Posta illegale non vuole essere risolta. Queste sono le due questioni fondamentali per garantire il futuro della Beccaccia. Stroncare la Posta con l’introduzione deterrente della sospensione della licenza e impedire le stragi di beccacce all’estero (ostentate e pubblicizzate senza pudore). Confidiamo sull’operato della FANBPO per proporre limitazioni efficaci al turismo venatorio direttamente a Bruxelles. Intanto, in Italia è apparso il “Cartello Celano” e il nuovo documento ISPRA con le Linee guida sulla conservazione della Beccaccia in Italia: meritano una nostra riflessione. Abbiamo fatto passare un po’ di tempo, ascoltato tanti beccacciai; e mentre stiamo elaborando, come ogni anno, le statistiche della stagione trascorsa, vogliamo essere chiari ed onesti offrendo al panorama beccacciaio italiano questa semplice riflessione. Stiamo assistendo all’agonia dell’ISPRA come spiegato dal suo Direttore e dalle gravi preoccupazioni dei ricercatori precari ivi impiegati. Siamo dispiaciuti, un ISPRA forte significa anche una Caccia forte (opinione forse in controtendenza con il mondo venatorio ufficiale) E’ stato nominato il dott. Trocchi quale responsabile del comparto Beccaccia all’interno dell’ISPRA. Il dott. Trocchi è un esperto di Lepri (…) speriamo bene. Come primo atto ha presentato il “restyling” dell’accordo INFS- Club della Beccaccia: adesso si chiama Documento ISPRA linee guida per la conservazione della beccaccia in Italia. Rinforzato quindi l’accordo con il Club della Beccaccia all’insegna di proposte giĂ note: chiusura il 31 dicembre ovunque, monitoraggio con i cani nei parchi…Ah, non viene riconosciuto altro monitoraggio, tipo quello primaverile che facciamo in Umbria, poichĂ© aleatorio e di disturbo ad altra fauna. Giudizio scorretto, probabilmente frutto di scarsa conoscenza dell’attivitĂ ( e del Regolamento) svolta a Perugia ormai da cinque anni. Spanò, Toso…vecchie sinergie, nuovi monopoli? Convenzioni ad excludendum? Bisogna dirlo con fermezza: non siamo piĂą in regime di monopolio della ricerca in Italia. Oggi, stanno funzionando bene realtĂ e sinergie territoriali che vedono al centro il beccacciaio come primo mattone della Ricerca scientifica. I beccacciai in questi anni hanno lavorato molto bene. E’ un fatto molto positivo che in tanti casi ha “sostituito” UniversitĂ ed Enti a corto di finanziamenti, di strutture: impossibilitati a fare nuova cultura venatoria. E qui vogliamo sottolineare il grande lavoro svolto dalla nostra Associazione, che si è applicata con impegno competenza a portare nei diversi territori italiani la voce dell’Europa, della nuova ricerca, passando al vaglio della tante Commissione Faunistiche, delle maggioranze e delle minoranze, delle AAVV e ambientaliste, della politica e dell’antipolitica. Abbiamo portato nell’immobilismo generale progetti internazionali direttamente nelle mani dei beccacciai, nei loro piccoli boschi, spiegando, illustrando… Una strategia territoriale che ci da molte soddisfazioni e consente di stipulare accordi di ricerca e collaborazione ufficiale che qualificano il cacciatore moderno e danno una speranza a tutto il movimento. Mi riferisco soprattutto alla realizzazione del progetto CENTRO STUDI BECCACCIA-CSB. Nessuno l’aveva fatto prima. Sappiamo anche che questa mole di lavoro possa aver suscitato gelosie e boicottaggi. Superati di slancio e senza rancore da parte nostra, ma con l’onestĂ culturale di spiegare alcuni passaggi fondamentali per aprire una nuova fase di responsabilitĂ e partecipazione . Il Cartello Celano fa riferimento all’Accordo ISPRA- Club della Beccaccia: bene, approfondiamo la questione. In questo momento storico l’organo piĂą importante in materia di Ricerca è la FANBPO (Federazione Associazioni Beccaccia Paleartico Occidentale). Della FANBPO fanno parte le tre associazioni specialistiche italiane (CDB-ADS-BDI). Il Documento Beccaccia dell’ISPRA-CDB deve essere superato alla luce delle nuove realtĂ , dei fatti concreti presentati a livello provinciale, regionale, italiano ed europeo. La Beccaccia non appartiene agli ATC, alle Regioni, alle associazioni come la nostra e, tantomeno, al Club della Beccaccia che fino ad oggi ha esercitato ricerca (poca), pubblica opinione (molta), in splendida e autorizzata solitudine. Per un deficit di dati scientifici, spesso custoditi gelosamente nei cassetti dei dipartimenti universitari, la Beccaccia ha fatto la bella cenerentola in Italia, e l’Italia in Europa. E’ il momento di aprirsi alle nuove realtĂ e alle nuove generazioni di chi fa caccia e ricerca per l’affermazione della Caccia Sostenibile. Non vorremmo che dietro un auspicato accentramento della Ricerca (punto del Cartello) ci sia il tentativo di restaurare ruoli e tattiche che il nostro mondo non tollera piĂą in nome della democrazia e della partecipazione. Il fatto stesso che il Cartello Celano non sia stato sottoposto ad una visione anticipata da parte di altri e giovani interpreti fuori dal quadrilatero CDB-ISPRA-CELANO- CAVINA, che lo ha ispirato e redatto, il fatto stesso che nel preambolo non si faccia menzione dei lavori scientifici realizzati in questi ultimi cinque anni, resi pubblici in Italia e all’estero, pubblicati sulle riviste specializzate, in ben evidenza nei siti internet e facilmente consultabili…ci fa un attimo riflettere, preoccupati. Non ce ne voglia il Prof. Celano, del quale nutriamo profonda stima e affetto, ma è evidente che il Cartello che reca il suo nome ha bisogno di un preciso percorso di condivisione. Le proposte ivi contenute ormai le conoscete tutti: alcune sono sacrosante, alcune condivisibili, altre incomprensibili, altre di carattere “auto-punitivo” che il nostro mondo non merita. Non è il beccacciaio che mette in pericolo la sopravvivenza della Beccaccia. Cacciamo il piĂą possibile, uccidendo il meno possibile: quindi manteniamo il 31 gennaio come chiusura della caccia, stiamo attenti alle ondate di freddo cautelandoci da stragi vigliacche su contingenti in difficoltĂ , usiamo pure il beeper ma in funzione di sola ferma, non consentiamo alla caccia al cinghiale di “dominare in via esclusiva” i terreni oltre a quello che giĂ stanno facendo, usciamo con i cani fino al mese di marzo per ragioni di monitoraggio e nei terreni liberi di crinale, che poi sono gli habitat della nostra caccia. Habitat che dobbiamo censire, custodire e migliorare. Cresciamo soprattutto in cultura, unica vera strada per realizzare nuove e semplici leggi. Esigiamo infine comportamenti corretti dal nostro mondo. Un’ultima nota riguarda l’auspicato processo di federazione delle 3 ASSOCIAZIONI BECCACCIA ITALIANE. Noi siamo pronti al percorso di Federazione delle 3 Associazioni, lo dichiareremo all’AG della FANBPO il prossimo 18 Giugno a Budapest. Per ora le premesse sono abbastanza tristi, vedi il Simposio “Beccaccia in Europa” di Servigliano dello scorso Marzo (organizzato dalla Regione Marche con il Club della Beccaccia). La nostra associazione non è stata invitata, nonostante avessimo stabilito in Spagna lo scorso Maggio (AG FANBPO) che ogni evento di respiro internazionale organizzato in Italia doveva essere partecipato a tutte e tre le associazioni, chiunque ne fosse l’organizzatore. I fatti smentiscono i buoni propositi. Alla fine, pregati informalmente da rappresentanti dell’Istituzione regionale (non dal Club) siamo andati come privati cittadini: ad ascoltare. I contenuti erano quelli conosciuti da tempo, gli amici stranieri carini come sempre, stupiti come sempre dal non fair play italico. Concludo ricordando ai beccacciai che la nostra VI Assemblea Generale si terrĂ nella tenuta di San Rossore a Pisa, domenica 13 Giugno. SarĂ un’assemblea molto importante, in un luogo meraviglioso, nella quale presenteremo il nuovo progetto dei CSB-Centro Studi Beccaccia. Vi aspettiamo.
BECCACCIAI D’ITALIA
Il Presidente
Paolo Pennacchini