LA GESTIONE FAUNISTICO VENATORIA DELLA BECCACCIA- Incontro Dibattito, 20 Marzo Città di Castello PG

5 Marzo 10 by Paolo Pennacchini

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MONITORAGGIO RIPASSO 2010- Perugia

5 Marzo 10 by Paolo Pennacchini

Anche quest’anno in collaborazione con l’Ufficio Gestione e Programmazione Faunistica della Provincia di Perugia verrà effettuato il Monitoraggio del Ripasso primaverile della Beccaccia con l’ausilio del cane da ferma. Il periodo va dal 10 al 31 Marzo. L’ufficio provinciale sta inviando all’elenco dei monitoratori forniti da Beccacciai d’Italia Umbria e dalle AAVV coinvolte, le domande di richiesta/autorizzazione da restituire via fax all’Ufficio provinciale di Perugia.

Il Monitoraggio si svolgerà con le modalità indicate nel Regolamento, e con l’utilizzo delle apposite schede di rilevamento consegnate ai Monitoratori.

E’ importante ribadire che il Monitoraggio non è un’attività di addestramento cani, ma una preziosa attività di analisi scientifica degli habitat e degli incontri finalizzata ad una mappatura delle aree di transito della specie, alla verifica di qualità dei biotopi, alla crescita culturale e comportamentale del cacciatore quale primo mattone della ricerca scientifica applicata alla Caccia.

Il Monitoraggio viene effettuato sui crinali dell’Appennino perugino, in corrispondenza delle più importanti rotte migratorie: 6 aree, ad una altitudine di 800-1000 mt. Si tratta, chiaramente con esposizione diversa, di areali frequentati dalla migrazione del Passo autunnale, in modo tale da completare l’indagine scientifica iniziata con il Prelievo dell’attività venatoria e la Raccolta-Lettura delle Ali. Un monitoraggio della specie transitante e svernante che dura circa sei mesi, su aree strategiche in grado di fornirci dati importanti per accrescere le nostre conoscenze sulla dinamica della specie.

Raccomandiamo a tutti i Monitoratori coinvolti di rispettare rigorosamente il Regolamento del Monitoraggio, di riempire correttamente le schede, di farle pervenire all’Ufficio della Provincia subito dopo la fine del Monitoraggio per elaborare i dati  in tempi brevi.

RIUNIONE DELEGAZIONE LAZIO

5 Marzo 10 by Paolo Pennacchini

Venerdì 12 Marzo alle ore 20 presso il Ristorante da PICCHIETTO, Via Porta Fiorentina 15 Bolsena, si riunirà la Delegazione LAZIO di Beccacciai d’Italia. Per info e prenotazioni:VANNI 320- 2467716 duedime01@alice.it

CULTURA DELLA BECCACCIA PER UNA NUOVA CACCIA

5 Febbraio 10 by Paolo Pennacchini

 

La Caccia ha bisogno di una nuova cultura, un nuovo approccio, una nuova sensibilità. Altrimenti finisce, anzi, è giusto che chiuda. Lo diciamo anche noi cacciatori. Una piccola parte probabilmente, ma una nuova generazione di cittadini-cacciatori che vuole cambiare la Caccia in Italia. Si discute di riforma di Legge, ma nessuno mette mani all’impianto culturale della Caccia. Paure, incertezze e speculazioni governano il nostro mondo ufficiale. Mentre il mondo che cammina nei boschi, deluso osserva il precipizio. Possibile che nemmeno i cambiamenti climatici, gli habitat abbandonati, il conseguente impoverimento faunistico su tutta la penisola, non ci spinga a cambiare? Cambiare testa, innanzitutto. Cambiare il nostro mondo. Noi crediamo che la Cultura della Beccaccia possa aiutare tutta la Caccia a cambiare, ad essere in sintonia con le moderne esigenze della Natura, a proporsi come supporto imprescindibile alla gestione delle specie. Scienza, educazione e nuovi comportamenti, viaggiano sulle ali delicate della Beccaccia. La nostra specie di riferimento, vero e proprio laboratorio alato. Specie ancora “confusa” tra le altre specie cacciabili, non ancora trattata con l’attenzione dovuta. Negli ultimi trent’anni una grande campagna di sensibilizzazione sulle specie ha portato alcuni animali, mi riferisco soprattutto al Lupo e alla Balena, sulle piazze delle grande metropoli occidentali. I destini di queste due meravigliose creature sono stati trattati con emozione e scienza. Il Lupo e la Balena sono stati salvati da un’opinione pubblica distante fisicamente ma molto vicina emotivamente. Il Lupo ringrazia i cittadini di Manhattan, la Balena quelli di Londra, Milano, Parigi. Cosa è accaduto in sintesi? I media, soprattutto quelli anglosassoni, hanno saputo costruire una comunicazione naturalistica efficace, rivolta alla maggioranza dei cittadini del globo. Il Lupo non è stato salvato dalle popolazioni rurali caucasiche, siberiane o appenniniche…La Balena non è stata salvata dagli Inuit, o dai governi locali (Norvegia e Giappone) purtroppo ancora attivi nel chiedere deroghe di abbattimento. Il popolo che non caccia, che non vive la ruralità, che sta comodo sul divano ha così assunto alcune specie come beniamini della biodiversità (e dei propri sensi di colpa…) salvandole. Gli organismi internazionali preposti alla cura di queste specie ne tengono conto ogni giorno. Questo sentimento diffuso da forza al monitoraggio di queste specie, qualifica la gestione, sostiene la ricerca. La Beccaccia oggi ha bisogno di questo: un’operazione di sensibilizzazione culturale rivolta al mondo della Caccia e al mondo di chi Non caccia. Il mondo dei cacciatori, per età, formazione e morbosità, è restio a modificare il proprio atteggiamento verso l’impossessamento della fauna selvatica. Esiste una minoranza , significativa però, che pratica la Caccia in modo sostenibile. Questa minoranza si è allontanata dal concetto del carniere: osserva, s’informa, studia, si autolimita. Il mondo dei non cacciatori (non quello degli Anticaccia) indifferenti, agnostici, possibilisti, sono la stragrande maggioranza. Sono la famosa Società che aspetta un segnale concreto dal nostro mondo per appoggiare l’operazione di trasformazione della Caccia in attività Sostenibile. Lo ripetiamo ancora una volta: l’esercizio venatorio corretto che mette in equilibrio il Prelievo e la Conservazione della specie. Perno della gestione faunistica, fattore economico e sociale condiviso, non più sottoposto ad eterna e demagogica disputa. Lupi, Balene e…può un uccello di 300 grammi aspirare ad un pezzo di palcoscenico nella rappresentazione della Natura? Può diventare una specie Target? Può essere cacciata? Noi diciamo deve! Perché possiede tutte le qualità per farcela. Mi riferisco a quelle simboliche, di carattere etico e filosofico, che avvicinano i suoi destini ai nostri.  La Beccaccia migra come tante altre specie, ma in maniera del tutto  diversa. Attraversa tutti i valichi, tutte le frontiere: sfiora, buca e sosta in tutte le terre della nostra Europa, legata da molti fili, anche e soprattutto da quelli della migrazione. Uccelli come Uomini. La beccaccia non se ne sta in alto, a stormo, fischiettando indifferente il saluto alle terre fredde che spera di riabbracciare a primavera. La beccaccia, silenziosamente, percorre le mulattiere insidiose della migrazione bassa: corta, piena di imprevisti, di incidenti. Timida sbatte su tutte le nostre porte, mangia sui nostri stessi piatti. C’è una sorta di scambio clamoroso di destini fra ‘uomo e  beccaccia” , una vicinanza stupefacente all’interno della grande difficoltà  “dell’incontrarsi e del rispettarsi”. Ali, sangue, tessuti, becco, fegato e piume: nelle nostre mani. Un emozionante, difficile, sostenibile atto di verità: la ricerca con il cane, lo sparo e la sua rispettosa morte. Ucciderne una per salvarne cento all’interno di una precisa definizione della Caccia: La Caccia non è uno sport. E’ un’attività di sfruttamento di risorse naturali, concessa dalla Legge, nelle modalità spazio temporali stabilite da un monitoraggio permanente sulla salute delle specie e degli habitat naturali. E nelle nostre mani non solo una particella di wilderness, ma un tesoro di informazioni. Quelle indirette: se la Beccaccia stenta a giungere nelle aree di svernamento mediterranee significa che il clima si sta modificando. Che le temperature si innalzano su tutto il Paleartico Occidentale. Ovvero il famoso vento sub tropicale non fa il suo dovere, l’Anticlone delle Azzorre non si posiziona, quello Siberiano cresce fuori stagione, e tutto il clima è in subbuglio. Significa che il Mediterraneo si sta tropicalizzando e la migrazione si blocca sopra l’arco alpino. Dicembre  2008, le Beccacce presenti ancora in Norvegia e in Russia. 14 Ottobre 2009, città di Bari 4°, Mosca 8°. Gas serra? Riscaldamento globale? Buco dell’ozono. Anche questo. Quelle dirette: esplorazione alimentare di territori inquinati. Residui chimici lasciati dalle guerre, pesticidi in aree a forte sviluppo nell’est europeo, speculazioni edilizie che tolgono habitat, discariche a cielo aperto dappertutto. Le cattive abitudini del popolo che sta sul divano condizionano l’esistenza della beccaccia. La beccaccia quest’anno non si ferma più nel tuo bosco dove l’hai sempre avvistata, cacciata, amata? Sicuramente quell’habitat si è impoverito. Hanno sbagliato i tagli, perché ancora oggi la politica forestale non considera il bosco quale valore faunistico di sosta e alimentazione delle specie. La siccità degli ultimi anni si accompagna alla necessità dei consorzi delle acque di sfruttare, accorpare e incanalare ogni vecchia sorgente montana. Spariscono le piccole zone umide. Sparisce “l’angolo più bello del bosco” dove si ferma la beccaccia. Questo è un punto fondamentale. Solo la Beccaccia fra tutte le specie migratrici (ma anche stanziali) ha bisogno, elegge diremo, l’angolo più bello del bosco: dove la bellezza è frutto della perfetta interazione di clima, sottobosco, ambiente. In poche parole la perfetta biodiversità. La Beccaccia è l’unica specie che ci misura la febbre. E’ il nostro medico di famiglia. Fra le specie cacciabili e non, è quella con il valore più elevato di indicatore biologico. Purtroppo sta ancora “confusa” tra tante specie  che lei stessa potrebbe aiutare… se il legislatore la prendesse per le ali e le conferisse la dignità che merita: simbolo della Nuova Caccia Sostenibile. Ma il legislatore ascolta vecchie categorie politiche e venatorie  che non cambiano… Noi beccacciai,  d’Italia, d’Europa, di ogni famiglia di appartenenza, viviamo la Caccia in un modo diverso, fedeli al motto d’oltralpe cacciare il più possibile uccidendo il meno possibile” (Pierre Malbec). Ucciderne (perché questo è un atto di verità) una per salvarne cento mettendosi al servizio della ricerca scientifica. Raccontare la beccaccia in un modo diverso. Farla apparire, come ci appare a noi, all’improvviso, sul divano del cittadino che non imbraccia il fucile, ma il telecomando. Allora scatterà qualcosa, un moto di affetto, di curiosità, di rispetto. Il cittadino che non caccia forse ascolterà le ragioni della delicatezza, le ragioni della beccaccia, della Nuova Caccia.

Paolo Pennacchini

Accordo Provincia di Pisa e Beccacciai d’Italia

20 Novembre 09 by Paolo Pennacchini

Comunicato stampa:

Un protocollo d’intesa per lo studio e tutela della Beccaccia in Provincia di Pisa

La Beccaccia (Scolopax rusticola) rappresenta una entità faunistica di grande valore biologico, evocativo e venatorio, ben ancorata nelle tradizioni di caccia, (e nei valori culinari) del territorio pisano, di cui abita esclusivamente “gli angoli più belli”. La Beccaccia è un migratore dal comportamento molto elusivo ma dall’aspetto e dall’ecologia affascinate; come molti uccelli migratori e forse più delle altre specie la Beccaccia è un indicatore delle mutazioni ambientali e climatiche che ci coinvolgono.

Dai dati scientifici internazionali e nazionali, la specie appare attualmente minacciata dai mutamenti ambientali e climatici ma soprattutto dal prelievo illegale, effettuato attraverso la caccia da aspetto ed appostamento. Si stima (dati ottenuti da ricerche scientifiche su un campione di beccacce abbattute) che tale pratica agisca sull’80-90% degli abbattimenti effettuati in Toscana sulla specie (per difetto) rispetto a quelli effettuati legalmente con la tradizionale caccia con il cane da ferma.

La Beccaccia è specie in declino, ed è evidente che l’acuirsi del prelievo illegale possa in tempi brevi compromettere completamente la sopravvivenza dei contingenti giunti in migrazione ed in svernamento, che hanno i loro siti di nidificazione in Russia, Estonia, Lettonia e Paesi scandinavi, compromettendo le stesse possibilità di continuare la caccia sulla specie.

“La beccaccia rappresenta una specie simbolo dalla quale partire per attuare iniziative di gestione che coinvolgono i soggetti del mondo istituzionale, associativo, gestionale e che promuovano una responsabilizzazione del mondo venatorio sui temi della gestione conservativa. L’obiettivo – prosegue Sanavio - è quello di agire attraverso efficaci azioni di informazione e coinvolgimento del mondo venatorio locale e della popolazione tutta, finalizzati ad accrescere le conoscenze sulla specie per conservarla attuandone un prelievo commisurato e sostenibile – ha affermato l’Assessore alla Difesa Fauna della Provincia di Pisa, Giacomo Sanavio - Per questi scopi la Provincia di Pisa ha approvato un protocollo d’intesa con l’Associazione dei Beccacciai d’Italia (www.beccacciaiditalia.it), con il quale attuare specifici impegni tesi alla salvaguardia ed al monitoraggio della specie – ha concluso Sanavio.

Tra le iniziative previste, la raccolta delle ali destre dei soggetti abbattuti, dalle quali si possono ricavare informazioni importanti circa lo status delle popolazioni che giungono nel nostro territorio.

Sono disponibili le buste per le ali con le istruzioni. Per collaborare all’iniziativa e per informazioni: Dr Vito Mazzarone, ufficio Difesa Fauna Provincia di Pisa tel. 050-929618 – e-mail: v.mazzarone@provincia.pisa.it.

Strategie di Gestione e Tutela della Beccaccia: Tavolo Tecnico, Provincia di Firenze. 6 novembre 2009 Villa Demidoff

5 Novembre 09 by Paolo Pennacchini

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