Monitoraggio del Ripasso primaverile

Per due stagioni, 2005 e 2006, sul territorio appenninico aretino abbiamo sperimentato il monitoraggio del cosiddetto ripasso primaverile della beccaccia, attraverso il metodo della Levata con il cane da ferma. Al Convegno internazionale su Beccaccia-Cinofilia-Ricerca Scientifica tenutosi a Lecce lo scorso Maggio, abbiamo discusso sull’attivit√†¬† di monitoraggio della specie beccaccia nel periodo di ripasso primaverile.Questa attivit√†¬† di ricerca¬†√® una novit√†¬† assoluta per l’Italia. Lo¬†√® anche per il resto dell’Europa. Il motivo principale che rende possibile il Monitoraggio in Italia¬†√® la posizione dell’Appennino in relazione al flusso migratorio. Lo sviluppo ortogonale della nostra catena montuosa all’interno del bacino mediterraneo (tradizionale areale di svernamento dell’avifauna)¬†√® un sicuro punto di riferimento della beccaccia. In fase di migrazione autunnale le beccacce sostano sugli habitat appenninici su di una fascia che varia dai 1400- ai 1000 metri di altitudine. Si nutrono, recuperano peso ed energie, per poi irradiarsi nelle colline e valli intra-appenniniche. Lo stesso fenomeno avviene dalla seconda met√†¬† di marzo, allorch√®, in concomitanza con il primo quarto di luna nuova primaverile, le beccacce sostano nuovamente sugli stessi habitat (questa volta per pochi giorni, addirittura solo alcune ore) per poi effettuare il rientro migratorio verso i siti di riproduzione.

Nessuna beccaccia, quindi, valica l’appennino senza effettuare una sosta. Questa¬†√® la grande peculiarit√†¬† del nostro territorio. Quindi una grande e comprovata sede di ricerca che fa dei biotopi individuati in questi anni sulla catena appenninica centro-settentrionale un vero casello autostradale per monitorare il flusso migratorio, con pieno valore statistico.

L’individuazione degli habitat beccacciai, la loro definizione e i progetti di miglioramento loro rivolti, sono un altro grande obiettivo del monitoraggio primaverile. La ricerca sulle beccacce di marzo consente un’indagine capillare sugli habitat. Le schede di monitoraggio in dotazione ai beccacciai forniscono dati e annotazioni molto preziose per analizzare le presenze di soggetti e le condizioni dei biotopi. Il tutto finalizzato alla mappatura di ZMB (Zone di Monitoraggio Beccaccia) per realizzare nel tempo progetti di conservazione e miglioramento degli habitat beccacciai, oggi in pericolo per fattori antropici e climatici.

Durante le due stagioni menzionate sono stati coinvolti 150 monitoratori e circa 250 cani. I risultati sono stati ampiamente sottolineati nelle riviste specializzate nazionali e diffusi in Europa.

La scorsa stagione abbiamo chiesto all’INFS di patrocinare Corsi ad hoc per monitoratori di beccaccia. La risposta negativa ha avuto effetto di bloccare il Monitoraggio 2007 ed aprire una discussione intorno alla congruit√†¬† di tale attivit√†¬†. Riportiamo qui la dichiarazione del Dott. Jean Paul Boidot, massimo studioso mondiale della Beccaccia che a Lecce, sullo stop del Monitoraggio primaverile ad Arezzo cos√¨ si¬†√® espresso: “lo studio del ripasso primaverile della beccaccia effettuato sul lungo tempo ci fornisce i dati sulla dinamica della specie (JPB, Marzo 2007).”

Seguendo anche le indicazioni INFS che richiedevano documentazione pi√Ļ approfondita in materia, abbiamo predisposto un Dossier approfondito di risposta che pu√≤ aprire un costruttivo tavolo di discussione con tutti i soggetti coinvolti per dimostrare il valore del Monitoraggio primaverile, opportunit√†¬† scientifica del nostro territorio, momento di ricerca e di statistica, non di addestramento cani, tantomeno di disturbo ad altra selvaggina.