La determinazione dell’età  della beccaccia attraverso la lettura del piumaggio alare

Metodo BOIDOT

Lo studio del piumaggio delle ali rappresenta un valido sistema per approfondire la conoscenza di alcune specie d’interesse venatorio e della loro dinamica di popolazione. Attraverso la “lettura delle ali” dei soggetti prelevati è possibile determinare con esattezza l’età, dato essenziale per monitorare l’andamento riproduttivo ed i flussi migratori di una specie.

Studio piumaggio dell'ala

Da alcuni anni il Club National des Bécassiers (Francia) ha introdotto, per la beccaccia (Scolopax rusticola), una nuova tecnica di lettura del piumaggio in fase di muta che, superando le precedenti metodologie basate solo sulla lettura delle remiganti primarie, valuta attentamente tutte le categorie di penne dell’ala.
Questo metodo, il cosiddetto Metodo Boidot (dal nome dell’autore Jean Paul Boidot, Presidente Onorario del Club National des Bécassiers), è stato adottato a livello europeo da tutte le Associazioni specialistiche aderenti alla FANBPO (Federazione delle Associazioni Nazionali Beccacciai del Paleartico Occidentale) ed in Italia è stato sperimentato dall’associazioneAmici di Scolopax con il progetto ALIregALI (annate venatorie 2002/03 e 2003/04).
Vista la necessità di passare dalla fase sperimentale ad una applicazione costante e statisticamente valida su tutto il territorio italiano ed in seguito ad accordi conclusi con Enti territoriali di gestione della caccia ed Associazioni di protezione dell’ambiente, l’Associazione specialistica Beccacciai d’Italia con il Metodo Boidot traccerà, per ogni stagione venatoria, l’identikit delle beccacce transitanti e svernanti nella nostra penisola, nonché valuterà l’andamento della dinamica di popolazione e le rotte di migrazione.
Quest’ultima fase permette di ottenere le informazioni necessarie per rispondere ai quesiti di partenza e, relazionando i risultati con quelli ottenuti a livello europeo da associazioni complementari, offre l’opportunità di stabilire lo status della popolazione oggetto di studio e degli habitat ad essa congeniali.

Raccolta ala destra della beccaccia

L’ala preparata come precedentemente descritto apparirà come un mazzo di carte aperto consentendo un’agevole lettura del complesso sistema di penne e piume. L’identificazione dell’età della beccaccia si basa sull’esame particolareggiato del piumaggio della superficie esterna e interna dell’ala, prendendo in considerazione le Remiganti Primarie e Secondarie, le Grandi Copritrici Primarie e Secondarie, nonché il gruppo delle tre piume Polliciali. Caratteri peculiari quali usura dell’apice, ossidazione del vessillo, brillantezza dei pigmenti, forme e sfumature, consentono di distinguere i soggetti giovani (J) da quelli adulti (A) e calcolare la percentuale degli uni rispetto agli altri (Age Ratio) valutando in tal modo l’andamento dell’annata riproduttiva precedente il prelievo.

Studio piumaggio dell'ala

L’osservazione dello stato di sospensione della muta, la cosiddetta muta post-giovanile, rappresentato dalla progressiva sostituzione di piume sbiadite nel colore e di forma allungata con piume nuove ben definite nel disegno, più larghe e appiattite sull’apice, permette di classificare i giovani in sei classi da JC1, (giovane di classe 1 a muta appena iniziata) a JC6 (giovane a muta terminata il cui passo successivo sarà la sua riproduzione e la conseguente trasformazione in adulto). Occorre però sottolineare che non siamo ancora in grado di determinare dalla muta post-giovanile l’età esatta (mesi) dei giovani.
Diversamente gli adulti vengono classificati in due categorie distinte: quelli in prima muta post-nuziale An+1C, adulto nato l’anno precedente alla sua cattura e riconoscibile per la rimanenza di piume giovanili, e quelli in X muta post-nuziale An+XC, adulti che si sono già riprodotti un numero X di volte ma non sappiamo quanti anni possano avere e riconoscibili per la presenza di piume adulte ma vecchie ovvero sbiadite, ossidate e usurate.
Attraverso il conteggio delle piume non mutate, sia gli An+1C che gli An+XC vengono rispettivamente suddivisi in quattro sottoclassi attraverso un sistema di attribuzione di punti/piuma sì da ottenere classi :
da An+1 C4 a An+1 C1 e da An+X C4 a An+X C1.
Gli An+1 che hanno completato la muta sostituendo tutte le piume di tipo giovanile rimaste con piume nuove adulte, e gli An+x che hanno sostituito tutte le piume vecchie adulte con piume nuove adulte, sono indifferenziabili fra di loro e, pertanto, sono classificati in un unico valore: AC0.
Attraverso l’elaborazione dei dati ottenuti dalla lettura delle ali è possibile recuperare indirettamente delle informazioni inerenti la dinamica di popolazione e le rotte migratorie ritenute basilari per un’accorta gestione della specie Scolopax rusticola e del prelievo sostenibile di essa. Occorre però partire da un concetto fondamentale in base al quale è possibile asserire che il prelievo venatorio insiste sulle popolazioni di avifauna svernante in maniera casuale e che, pertanto, i soggetti prelevati sono altamente indicativi della popolazione presente sul territorio.
Le idee teoriche sulla sospensione della muta nelle beccacce giovani sono da relazionare non solo al sottile e complesso meccanismo ormonale ed all’epoca di nascita ma anche alle condizioni dei biotopi dei siti, ad una brutale dispersione delle nicchie di nidificazione nonché a fenomeni erratici locali antecedenti la vera migrazione. In ogni caso, si tende ad affermare che una beccaccia giovane che presenta uno stato di muta poco avanzato (JC1, JC2, JC3) viene considerata di nascita tardiva e pertanto di origine geografica generalmente settentrionale.
Nel caso di muta quasi terminata o terminata (JC4, JC5, JC6) l’uccello è considerato di nascita precoce e dunque di origine geografica più meridionale.
I giovani che presentano un’usura importante delle tre Remiganti Primarie si suppone siano nati lontano dai luoghi di cattura; i giovani che non presentano un’usura delle stesse, e recanti un peso superiore ai 300 gr. si suppone siano nati vicino ai luoghi di prelievo. Ciò costituisce una novità molto importante che ci fa individuare in Italia la presenza di beccacce nidificanti nelle Valli alpine o a ridosso delle stesse, così come in alcune località appenniniche. Questo fenomeno richiede un attento monitoraggio e sembra destinato ad aumentare con le trasformazioni climatiche e le variazioni delle temperature medie stagionali.
È interessante notare che gli Adulti, in caso di stagione favorevole per la riproduzione, hanno il tempo di completare la muta post-nuziale prima di migrare. Nel caso di cattive condizioni meteo nel periodo riproduttivo che determinano perdite di nidi, uova e pulcini, essi sono sottoposti a forte stress e hanno meno tempo per mutare.
Fra gli adulti, la femmina presenta un tasso di sospensione della muta superiore a quello del maschio: ciò è da mettere in relazione al fatto che la femmina alleva i suoi piccoli e che lascia i luoghi di nidificazione prima del maschio il quale beneficia di un tempo più lungo per terminare la sua muta, o comunque di “avanzarla” prima della partenza migratoria. I maschi adulti sono generalmente gli ultimi a migrare e si spostano in concomitanza di grosse ondate di freddo. Infine, siamo in grado di affermare dal piumaggio che esistono solo due tipi di beccaccia: quella più chiara di provenienza pre-artica e quella più scura (melaninica) di provenienza più meridionale.